
Forma e costruzione dell'abitare rurale nelle Isole Cicladi
Chiara Circo
2025
9788899586621
https://doi.org/10.82048/202512
Lontano dall’immagine stereotipata dell’arcipelago delle Cicladi, costruita nel corso del Novecento dalle narrazioni turistiche e dai viaggiatori stranieri, il libro esplora l’entroterra di Kea, Andros, Tinos e Mykonos come luogo di resistenza e fragilità, dove il patrimonio costruito conserva ancora le tracce di una relazione antica tra insediamento umano e ambiente naturale radicata nella necessità dell’abitare un luogo remoto e spesso ostile.
Il lavoro nasce da un’esperienza diretta di viaggio e di osservazione, condotta a piedi nelle isole. Attraverso disegni, rilievi e appunti testuali, sono ricostruiti i caratteri spaziali, costruttivi e funzionali delle architetture rurali, interpretandole come parte di un sistema territoriale complesso che include percorsi, opere idrauliche, sistemazioni agrarie e permanenze storiche che costituiscono il paesaggio culturale delle isole. L’indagine multiscalare consente di riconoscere tanto le specificità locali quanto le ricorrenze che attestano l’esistenza di un linguaggio architettonico comune nell’arcipelago.
In un contesto oggi segnato da processi contrastanti – l’abbandono invernale e la pressione turistica estiva – il volume solleva interrogativi sul ruolo della conoscenza come strumento di tutela e di orientamento delle trasformazioni. L’analisi dei quattro paesaggi rurali cicladici diviene così occasione per riflettere sul rapporto fra memoria, uso e progetto contemporaneo, nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile delle aree insulari.